Livin’ in a heavy metal world

acrassicauda

“-Perché fondare un gruppo metal a Baghdad?

-Guardati attorno amico: viviamo in un mondo heavy metal”
Firas, Marwan, Tony e Faisal sono un gruppo di amici con la passione per la musica heavy metal (per chi un po’ se ne intende restringiamo pure il cerchio: thrash metal anni ’80, i primi Metallica per capirci). Indossano magliette coi loghi dei loro gruppi preferiti e appena possono si riuniscono in una sala prove di fortuna per suonare assieme. Nulla di strano, finchè non sai che i quattro hanno scelto di fondare un gruppo proprio a Baghdad, la capitale irachena segnata dal regime di Saddam Hussein e dalla duplice guerra contro gli Stati Uniti. Se pensate che suonare metal a casa vostra sia trasgressivo, non avete idea di cosa sia farlo in Iraq. Cantare in inglese, in un paese dove è pericoloso sussurrare per strada in tale idioma, rappresenta già di per sé un grosso rischio. Aggiungeteci le sonorità pesanti. E magari anche qualche difficoltà in più, dato che per provare assieme i membri di questa band dovevano rischiare la vita tra le vie di una delle città più pericolose al mondo. E’ però questo il contesto nel quale sono nati gli Acrassicauda (اكراسيكاودا in arabo, ma il nome è in latino ed è quello di uno scorpione molto diffuso in Iraq).
Dopo aver visto il film-documentario “Heavy metal in Baghdad” son rimasto a bocca aperta. Sentire un ragazzo della tua età e con i tuoi stessi interessi che ti racconta quel che sta succedendo in Iraq, beh, è decisamente una rivelazione. Possono usare le parole più toccanti che conoscono, le cravatte dei tg, ma non riusciranno mai a trasmetterti quel che questi ragazzi mi hanno detto in poche parole.
La loro è una storia che parla dritto al cuore. Vedere il filmato di un vecchio concerto, coi fan che pogano, ti fa sentire felice. Felice di sapere che un po’ di normalità è possibile anche in quell’angolo di mondo dimenticato da Dio. Ma sentirsi dire che quei fan sono tutti morti o emigrati ti colpisce come un pugno sullo stomaco: mentre li vedi scatenarsi per una cover degli Slayer, ti sembrano terribilmente più vicini ai tuoi amici che alle figurine che vedi in televisione. E non sai cosa pensare quando ti senti raccontare che il gruppo è stato obbligato a scrivere una canzone in onore di Saddam Hussein (carina però, tutto sommato) e gli è stato vietato di fare headbanging perché sarebbe simile al modo di pregare ebraico. Una gran band, delle grandi persone. E’ questo il metal che mi piace. Da parte di questi ragazzi l’entusiasmo c’è, e nel mondo del rock l’entusiasmo è tutto.
“I think they are incredibly courageous, and it obviously gave them the fuel to keep going.
I can’t imagine being in that scenario at all. I don’t have any point of reference for that. I wouldn’t even pretend to say that I could sympathize with that situation. So my heart went out to them, and I hope that I get to meet them sometime. It’s a very inspiring story.”
E non lo dice un neofita,ma il signor Brann Dailor (per chi non lo conoscesse: il batterista dei Mastodon)
Per chi ne volesse saperne di più:


http://www.youtube.com/watch?v=xU6iIQtEj0w
Una loro canzone. Registrazione casereccia, ma assolutamente godibile
http://www.metal-archives.com/band.php?id=8156 La loro scheda su Encyclopaedia Metallum
http://www.myspace.com/wwwacrassicaudas5com L’area “myspace” della band

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